Poldo, ieri sera

9 luglio 2009

scartando una fetta di torta: provate, provate ad assaggiare!

Io sono alle prese con mezzo pollo eurospar da 2.90 E., Mune ha invece tirato la cinghia perché, teoricamente in dieta, finisce il turno tra poco ed esce a bere qualcosa con la morosa.

Eddai, fa Poldo.

Va bene, dice Mune. Proprio un pezzetto.

Aspetta un momento, fa Poldo.

Eh?

Guardala bene.

Mune avvicina il pezzetto.

Tutto a posto?

Pare di si.

L’avrà cucinata l’ex della sua ragazza, dico. Sarà avvelenata.

Sembra una margherita con delle robe dentro, dice Mune.

Non è una margherita, fa Poldo.

Sembra, però.

Assaggia, dai.

Mune assaggia.

Allora?

Buona.

Buona?

Si. Mi pare di sì. E’ una margherita.

Non è una margherita.

No?

No, ma non è questo il punto.

Ah…

E’ buona?

Si, cioè, è solo…

Non è stata cucinata.

Eh?

Non è stata cucinata: questo è il punto.

Non è stata cucinata?

No, perché questo è il Dolce Del Santo.

Mune e io ci guardiamo.

Non è stata cucinata perché è il Dolce Del Santo, ripete Poldo. E’ raggiante: trangugia d’un sol boccone una polpetta mezzo uovo e due patate.

Quello che vendono davanti al Santo?, faccio.

Non lo so.

Sarà quello, faccio.

Non so se lo vendano davanti al Santo, fa lui, masticando. Ma è comunque il Dolce Del Santo, famoso in tutto il mondo.

Dalla notte dei tempi, faccio.

Questo non lo so, dice Poldo. Ma è famoso in tutto il mondo. E’ il famoso “dolce che non cuoce”.

Come non cuoce?

Non cuoce.

Ma se è tutto bruciato?

Pazzesco, eh?

Direi.

Anch’io non ci potevo credere. Eppure è così.

Ma se c’è mezzo centimetro di catrame…

E’ il dolce Del Santo.

Quello che si vende davanti al Santo, ripeto.

Ma se è tutto…

L’ho visto fare da mia madre. L’ho visto con i miei occhi. Ho visto quando lo impastava. Ho visto quando lo ha appoggiato sul marmo, in cucina. L’ho visto sul marmo, fermo, mattino dopo mattino, sera dopo sera. Finché oggi d’un tratto era pronto. Ed era così!

E’ il Dolce Del Santo.

Si!

Quello che si vende davanti al Santo, faccio.

Questo non lo so.

E’ lui, per forza.

E’ famoso.

Quello che comprano i pellegrini, faccio.

Eppure è il dolce più semplice del mondo.

Appunto: potrebbero farselo in casa, invece che spendere tutti quei soldi.

Mia madre infatti lo fa sempre: è facile!

L’avrà fatto il Santo, la prima volta. Nel milletrè.

Può essere.

E da allora il miracolo non smette di ripetersi.

Può essere, si.

Per questo si chiama Dolce Del Santo, “Il dolce che non cuoce”.

Si impasta soltanto. Lo si lascia lì  per tre settimane, e lui diventa così. E’ buono, no?

No, fa Mune. E’ bruciato.

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Una Risposta to “Poldo, ieri sera”

  1. […] poi dritto al lavoro – otto orette (e mezza di cortesia): abbastanza tranquillo col grande Poldo, fatte salve in chiusura le lucciole – ròssole verdorate. Ieri però quindici ore di sonno […]

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