un’oretta

30 luglio 2009

Perduto il tram – il prossimo 45 minuti più tardi, alle 21.15 – decido di farmela a piedi fino a casa di Gioia, in centro, dove mangeremo una pizza per asporto, vedremo le liste dei film che prenderanno parte alla mostra del cinema di Venezia e ascolteremo dei brani musicali che Laura Liberale, con cui suono in una cover band, vuol farci eseguire in occasione delle prime cinque o sei presentazioni pubbliche del suo romanzo d’esordio Tanatoparty per i tipi padovani di Meridianozero, la cui pubblicazione è prevista per settembre. Il tragitto, a piedi, l’ho fatto soltanto un’altra volta, l’anno scorso, ben combusto d’alcol, tornando da casa di Gioia alle 4 del mattino, forse a fine inverno, quando già ci corteggiavamo, ma io avevo fifa e più che a cederle – poiché se non ricordo male, capitolavo abbastanza di frequente – non riuscivo a rimanere a dormire spaventato fra le altre e più incasinate cose dalla chiusura con sicura verticale dall’interno – noi cioè dentro – dell’appartamentino che nel cuore della notte mi appariva sempre più vividamente una sorta di forziere e dal fatto che il portoncino d’ingresso al palazzo, al pianterreno, fosse sprovvisto di qualsivoglia dispositivo d’apertura sicché, qualora uno avesse dimenticato le chiavi e fosse rimasto chiuso fuori, si sarebbe trovato al tempo stesso imprigionato nella tromba di un palazzo che mentre dall’esterno appare se non grande almeno signorile, dall’interno, diviso e parcellizzato com’è, si rivela invece patibolarmente angusto e, a seconda dei mesi, caldissimo o freddissimo. Mi sono messo in cammino di buon passo nella sera rosa e viola lasciando al capolinea la stizza per i due minuti di ritardo (onde ho perso il tram) e gli orari insulsi della tabella estiva, gonfio ancora un po’ del lungo sonno meridiano dovuto in parte alle scarpinate mattutine  (per pagare le sanzioni e riscattare il mezzo di trasporto che da eterno e indifendibile coglione mi son fatto sequestrare), in parte al consueto debito in stanchezza che annualmente contraggo con il mondo; e assaporando i differenti carismi e le difformi atmosfere, straordinariamente quiete, di questa porzione ampia e sprofondata di città, come al solito non mia, benché via sia nato cresciuto divenuto adulto, l’ho trovata grazie all’afa almeno in pace, in una mutua indifferenza fratellastra, presa a farsi le abluzioni e a portare fuori il latte a cani e gatti per la notte.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: