taccuini

8 agosto 2009

Sto finendo il taccuino. L’ho iniziato ai primi di marzo. Qualche giorno e sarà pieno. Prima tenevo tutto insieme, nelle agende. Di solito della cassa di risparmio, quelle che regalano a fine anno. Poi c’è stata una transizione, un periodo d’indecisione. Non sapevo più se continuare. L’ultima agenda era enorme e bellissima. Me l’aveva regalata Grazia Verasani nell’estate del 2003, per l’anno dopo. Il 2004 è stato, sotto ogni aspetto, un anno terribile. Di quelli che ti fan chiedere se ne uscirai. E, naturalmente, come. Un crash di sistema mi ha fatto perdere tutto quel che avevo scritto da maggio ai primi di novembre. Dall’inizio del 2005 ho scritto il diario soltanto nel computer. Da quando ho conosciuto Gioia, però, pur continuando a scrivere il diario, mi sono munito di agendine. Quella che sto riempiendo me l’ha regalata lei. Penso spesso che mi piacerebbe svuotarle. Anzi, che dovrei svuotarle. Immagino tre o quattro giorni liberi, tranquilli. Da Gas in montagna. Lui che dipinge, io che svuoto i taccuini (a proposito: la madonna che ho in mente è sua). Il taccuino che sto finendo comincia in modo un po’ inquietante, al centro di salute mentale: Dott. Ferronato. Ansia da assunzione? Tavor: 5 mg al giorno. Mestruazioni: è l’effetto del Risperdal. Il medico ha ordinato in sostituzione: Abilify. Più o meno stessa dose. Sentire dott. Zonta e dott. Gatto. Non soltanto medicine ma anche ciclo di colloqui.

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