pezzi

20 agosto 2009

 coni di cera

– Last week –

(Mi ci ero svegliato un paio di volte, con l’orecchio così). Sei stato dal medico? Ti sei procurato i coni di cera? Ti sei fatto fare l’impegnativa per l’otorino? (Dopo un’ora però si riapriva).

(Comunque lo so. Lo so che sono una palla. Ne ho sempre una. E pensare che parlo solo di cosette. Gli abissi del cuore, come si dice, li lascio dove stanno. Nell’abisso, appunto).

Non sei passato in farmacia? Hai intenzione di diventare sordo? Nemmeno oggi, dal dottore? E che cazzo hai fatto tutto il giorno, si può sapere?  Sei pure in ferie. Io non lo so, non lo so! Le bollette, almeno, le hai pagate? Come sarebbe, ti restano cento euro? Non avevi detto trecento? Che calcoli avevi fatto? Hai pagato la marmitta? Ma non dovevate dividere? Non è di tua madre la macchina? Quando tenterai di essere un po’ più pratico, organizzato, previdente – non solo da qui ai prossimi 5 minuti?

(Nè rivelo segretucci, superfici appena occulte: per esempio, un dente – non me ne restano molti, dopo le sei estrazioni di questo inverno).

Come sarebbe a dire che il tuo dottore non ha l’aggeggio per il cerume? Ecco perché tua madre e le tue sorelle non ci vanno più! E i coni?, almeno quelli, li hai comprati? Ti sei fatto fare l’impegnativa? Ti rendi conto che un’infezione al labirinto ti può devastare la faccia?

(Si è messo a dondolare, trullallà, come una chiave di violino).

– Two nights ago –

Mi presento con i coni di cera. Appoggio le guance sul tavolo. Me li faccio infilare. Diamo fuoco. Me li faccio sfilare. Confidiamo, come sta scritto nel bugiardino, quanto meno in un “benefico effetto caminetto”. Si muove qualcosa? Si scioglie? Cola? Ti si è stombato? Ma era già stombato, Gioia. Da quelle due  famose mattine non si era più intombato. Cazzate. Tieni i cotton. Fino in fondo. Ma come le pulisci? Fino in fondo! Non vai giù fino al timpano, tu? Non vai fino a dove la punta – tra parentesi: i cottonfioc di Gioia sono a punta di lancia – tocca? Madò che colore. Guarda là. Si starà mica già infettando, vero? Tieni un altro cotton. Spingi! Tieni…

(Morale: mi si ritomba l’orecchio).

Noooo! Cosa? Si è tombato. Come tombato? Cazzo, tombato, tombato! Proviamo con l’acqua calda. Più calda. Sempre peggio. Cioè? Mi par d’avere una cozza nel cervello.

(E gli occhi? Due o tre minuti per mettere a fuoco le cose vicine, se stavo guardando da media distanza).

– Situation’s worsening –

Ecco qui il risultato!, faccio. Tutta questa preoccupazione, tutto questo allarme a ogni minima cazzata. Cosa vuoi dire, scusa? Mi par semplice: avevo l’orecchio libero e adesso invece ce l’ho tombato. E sarebbe colpa mia? Dico solo che avevo l’orecchio libero e adesso, guarda un po’, ce l’ho tombato. Non avevi affatto l’orecchio libero.  Credevi di averlo libero. Ogni mattina un umore di merda, infatti. Due mattine, non ogni mattina! Perché, stamattina? Embè, che umore avevo? Ma di merda, tesoro: come sempre, e comunque non è colpa mia! Non sono io fisima, sei tu pelandra! Mica le ho prese io 18 multe! Mica me la sono fatta sequestrare io, la moto! Mica mi sono scordata di pagare l’assicurazione, io! Mica mi ero… Puoi dir quel che vuoi, guarda, tanto non ti ascolto. Sono sordo. Il dottore, la farmacia, l’otorino! Ma diocaro! Oggi chissà perché tombato, l’orecchio, non era. Ieri, chissà come mai, tombato, l’oerecchio, non era. E’ da quando ti ho detto che avevo l’orecchio tombato, che non ce l’ho più tombato. Arrivi tu. Sei proprio uno. Giù le mani. Ahi! Giù le ma-

– Situation keep worsening –

!!!!!!…*à’®#®&s£§H!!!…

????…!!à#0°**ù§!!!*ì+?!(§§)ìç?!!\’^…

£$666§’*ù**>x°§!?;!!… ???*q=?*^*§O0o°:-1!*!!#Z,’V=0òO°!!

(A pranzo, da mia madre: mamma, le sei estrazioni di quest’inverno…  Si?, dice. Cosa? Le hai pagate? Mmh. Mi pare di no. Nonò… Per questo il dentista s’era incazzato? Ah, no. S’era arrabbiato perché non avevo pagato i miei innesti. E li hai pagati? Eh, con i soldi di tua sorella, Cirri. Sai, duemilacinquecento euro. Perché? N-niente…)

!.[)ì’@#(]éè*!!!!????#…!!à#0°**..**ç)(^!!!!!!*ì+?!(§§)*à’®#!ù§!!!*ì+###?!(§§)ìç?!!\’^ù§!!!*ì+?!(§§)ì#ç?!!\’)!

***  *** ***

– One day later –

E quel neo sulla pancia? Il dottore ha detto che non è un neo, ma una formazione verrucosa. Si gonfia col caldo… Diosanto, che schifo!

(Anche l’eritema, allora. E il fatto che ho ripreso a grattare la crosta sulla schiena. Il ginocchio idraulico, però, almeno per ora, tien botta).

Ma si sgonfia, poi. Ah si? Si, verso sera, col fresco. Gesucrìsto…

– Today –

(Provo col filo. E una maniglia).

Annunci

3 Risposte to “pezzi”

  1. Gioia said

    E provare ad andare a Lourdes?

  2. Gioia said

    E provare ad andare a Lourdes

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: