lido

1 settembre 2009

Sarò io che sto invecchiando e sento la stanchezza – in effetti gli ultimi mesi mi sono sembrati durissimi – ma la luce del Lido ha anche quest’anno un pigmento e un’inclinazione che gli donano qualcosa di teneramente apocalittico. Mi piace moltissimo il modo in cui filtra, aranciata, fra le inferriate le amache e le fronde dei cortili, ma ancor più mi piace vederla versarsi sul mare che s’apre oltre le dune e la macchia, dove ci siamo messi a prendere il sole. Domani inizia la gran kermesse della mostra del cinema e già oggi si sente montare l’ondata: i movimenti di Gioia, con cui mi addormento e mi sveglio – da domani sera, quando l’appartamento sarà al completo, passerò invece a dormire con Daniel, Josè Ferdinando e Cahier in salotto – i suoi gesti angolati, la mimica adrenalinica e la forbice stessa del passo, si son fatti marziali (sul lavoro, è inferocita!); ma è quando stacca per guardarmi e dirmi qualcosa di noi, che tutto in lei assume tonalità teatrali, ineluttabbili, se non proprio – facendosi il trucco per una cena importante o svestendosi per la doccia – esplicitamente fatali (nel senso, ovviamente, della femme); in appartamento, dai libri la politica le donne e le cazzate sui rispettivi equipaggiamenti riproduttivi si trascorre, com’è ovvio, ai film e ai registi: già oggi parole come quelle fatte intorno a romanzi e scrittori, così come intorno all’immonda querelle fra la Setola il tiraculo con pipa e il pallido proto-“don” Dino Boffo – direttore del giornale della Conferenza Episcopale – vedono smarrire ogni pertinenza a favore di una cinofilia che a prescindere dai picchi eruditi del Cahier, dal cinguettio tecnoide delle giornaliste (l’appartamento è gremito di addetti a vario titolo: ci si sente in effetti un po’ slogati) o da quella timidamente velleitaria di Frank, Enzo e Max – con cui oggi prendo il sole – assume ovunque la monodica invarianza della fissazione. Io, dopo un millennio, mi sento in ferie e sulla spiaggia maculata d’arbusti, mentre Frank gira una tromba, Josè Ferdinando legge imperterrito Teresa di Lisieux (non ha ancora parlato) ed Enzo, solitario sullo sfondo dei cavalloni, fluttua come una vela sulla sabbia, godo un po’ di mare e ricordi: sicché, ripercorsi i due tremendi giorni dello scorso anno quando, pazzo di gelosia e completamente disorientato dalla mutazione che in queste settimane coinvolge Gioia – “sembri un transformer, dove hai messo i cingolati?” – stavo per perdere il lume della ragione, approdo blandamente alle metafisiche costruzioni che torreggiano in lontananza sulle dune degli Alberoni, la splendida, malinconica estremità meridionale della treccia litoranea, oltre il piccolo antichissimo abitato di Malamocco. Da bambino vi trascorsi due estati in colonia, bimbi con bimbi (e preti), bimbe con bimbe (e suore); finché in una mattina di pioggerella cascai fra gli scogli dei Murazzi spaccandomi la testa e in seguito a una decina di notti popolate dalle echeggianti esclamazioni degli infermieri che giocavano a mora, dalla persistenza onirica delle sensazioni legate a quella scivolata nell’abisso e dell’indimenticabile corsa sulla canna della bicicletta del prete che ci aveva accompagnati in gita – lungo il molo, prima; poi lungo la costiera, fino all’ospedale – la cui camicia azzurrina, alla fine, sembrava il grembiule di un macellaio maldestro, non tornai più.

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2 Risposte to “lido”

  1. Gioia said

    Here she comes,
    You’d better watch your step,
    She’s going to break your heart in two,
    It’s true.

    It’s not hard to realize,
    Just look into her false colored eyes,
    She’ll build you up to just put you down,
    What a clown.

    ‘Cause everybody knows
    She’s a femme fatale
    The things she does to please
    She’s a femme fatale
    She’s just a little tease
    She’s a femme fatale
    See the way she walks
    Hear the way she talks.

    You’re written in her book,
    You’re number thirty-seven, have a look.
    She’s going to smile to make you frown,
    What a clown.

    Little boy, she’s from the street.
    Before you start you’re already beat.
    She’s going to play you for a fool,
    Yes, it’s true.

    ‘Cause everybody knows
    She’s a femme fatale
    The things she does to please
    She’s a femme fatale
    She’s just a little tease
    She’s a femme fatale
    See the way she walks,
    Hear the way she talks.

    ‘Cause everybody knows
    She’s a femme fatale
    The things she does to please
    She’s a femme fatale
    She’s just a little tease
    She’s a femme fatale
    Oh, oh, oh, oh, oh
    She’s a femme fatale
    Oh, oh, oh, oh, oh
    She’s a femme fatale
    Oh, oh, oh, oh, oh
    She’s a femme fatale

    It’s about a hundred years old that song …

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