domenica

6 ottobre 2009

Nel cortiletto quadrato, fra le tre file di seggiole blu il tavolino di pietra sgranata e il posacenere alto bianchiccio a cilindro, ronzano sempre le vespe. Le persone stanno sedute, ma se sul tavolo e nel cavo del posacenere i bicchieri di carta son più di duettrè, preferiscono starne alla larga sparpagliandosi sulle vetrate e alle pareti fumando abbracciandosi sorseggiando caffè. Qualche volta qualcuno proprio mentre sorride si lascia sfuggire una lacrima, ma è sempre chi risiede lì a cambiare espressione, farsi attento, ricucire il sorriso: “no, dài, non fare così”. Dalle finestre inferriate del primo e secondo piano i cui due corridoi, che si affacciano al cortiletto, costituiscono l’intero complesso del Terzo Servizio Psichiatrico, si sente Giuseppina che piange, Rosanna che canta, Gepi che strepita perché vuole fumare. Ogni mezzora la centrale dell’aria condizionata, al centro del praticello, esplode in un un rombo. Tutti i presenti sobbalzano, le braccia alzate, mandando il catafalco a quel paese, per incrociare occhiate e incerti sorrisi con sorelle, mariti, nipoti, amici di altri degenti. Ho fatto un po’ di amicizia, così.

Domenica il mio tesoro compiva gli anni. Sembrava le avessero accordato un permesso di mezza giornata, così pensavamo di andare sui Colli. In un posto, avevamo stabilito, dove avessimo scorto dei vecchi – che fanno la muffa solo dove si mangia decente con poco. Bigoli e grigliata mista, pensavamo. Ma c’è stato un malinteso e all’ultimo non è più stato possibile. Non sempre i dottori si parlano, ha detto il ragazzo Fabiola. E gli infermieri fan confusione, ha detto Rosanna. Dipende dai giorni, ha chiosato il Generale. Sicché, domandato il permesso per l’utilizzo della salamènsa, abbiamo comprato un cabaret di paste, qualche bottiglia di Pepsi e i bicchieri di plastica con le forchette i coltelli bianchi e i tovagliolini colorati. Loredana è venuta con la torta al cioccolato e c’era pure un flacone di panna spray. Peccato non esser potuti star giù. Giornata magnifica. Cielo azzurrino. Venticello. Ma non tutti potevano scendere, e tanto zucchero avrebbe attirato lo sciame. Così invece il festino è stato per tutti.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: