daniel parla con gioia dell’ultimo di tarantino e gioia ne riporta un succinto rendiconto

9 ottobre 2009

Ma sì, l’ho visto il nuovo film di Tarantino. Bah. Sai cosa ti dico?, non l’ho trovato un granché. Mi sembra faccia sempre lo stesso film, c’è anche un po’ di stanchezza. No? Ormai lo sappiamo. E il gruppo disorganizzato, che però riesce nella missione. E le donne che si vendicano. E le musichette tattiche. E la solita caterva di citazioni… Non so, voglio dire. Pulp Fiction era un’altra cosa, no? Voglio dire. Qua non c’è la storia. Non gli si crede. Ma, Tarantino. Va bene, dico. Tarantino. E’ Tarantino, dico. Tutto inventato, quindi. Abbiamo capito. Lo sappiamo. Però c’è un però, mi pare, e bello grosso: non funziona. Semplice. Non funziona. Tutto qua. Mica cazzi. E’ Tarantino, è tutto inventato, lo sappiamo, lo conosciamo, è un grande regista, siamo i primi a dirlo. Però non funziona. Cioè: ce lo ricorderemo? Resterà nella storia del cinema? Non so se mi segui. Sì, lui è bravo. Figo nelle trovate. Però poi ormai è sempre la stessa storia. Cioè voglio dire: Tarantino, no? Non so. Mi faccio delle domande. Intendo dire: vado al cinema e mi domando: Tarantino, due punti, e allora? Cioè mi domando: Tarantino, due punti. No? Voglio dire: cos’abbiamo qui? Tarantino, due punti: vediamo. Vado al cinema e mi faccio delle domande. Le faccio a me. Vado al cinema, c’è Tarantino, e mi faccio delle domande. Dico: vediamo. E poi dico: Tarantino, due punti: cos’abbiamo qui? O no? Non so se mi segui. Ci son due bei momenti. Tre bei momenti, tieni. Divertenti, eh? Però in certi punti è lungo. Ti rompi i coglioni. Poi, dopo, vabbè, mi dico. E’ Tarantino. I critici lo amano. Ne parlano sempre bene. Anche quando rompe i coglioni.  E guarda: li rompe.  Credimi: Tarantino rompe i coglioni. Non è che siccome uno è Tarantino, allora non rompa i coglioni. O no? Cioè, anche questa cosa che Tarantino è Tarantino. No? Tarantino è Tarantino, e quindi. Non so. Appunto: e quindi? Nel senso. Io ho delle riserve sugli accademici. Cioè. È un modo snob. Per partito preso. Siccome Tarantino è Tarantino allora fa bei film. Ma scusa. E poi, segui il ragionamento. Io sono il primo a dire che Pulp Fiction era un capolavoro. Pulp Fiction era un capolavoro. Di scrittura, soprattutto. Che lo sia si potrebbe discutere, ma ripeto, io sono stato il primo a dire che Pulp Fiction era un capolavoro. E quanto meno dal punto di vista della scrittura, secondo me lo è. Non ce n’è per nessuno. Come piovesse: Pulp Fiction è un capolavoro. Ma questo no. Cioè. Rendiamoci conto. Siamo sinceri. Ci piace l’americano che è più nazista dei nazisti? Ci emoziona? Ci fa qualcosa? Voglio dire.  Perché funzionare significa questo, no? E Tarantino funziona per definizione. Funzionare è il suo pregio. L’americano nazista, lo sparo sui coglioni, la mattanza… Chi se ne incula? Se ne incula qualcuno? Si. Cioè. Figo, anche. Trovate. E’ Tarantino. E poi? Perché ci sarà un poi, no? Certo che c’è. Questo: poi, tutti a tirare merda su Benigni. Ma ne La vita è bella c’era una storia che stava in piedi, ti commuovevi, ridevi, piangevi. Cioè, a casa mia: funzionava. Per non parlare di Schindler’s List. Che è un film riuscito, che ha un senso, che ci parla. E invece Tarantino, siccome  appunto è Tarantino allora: eh, ma Tarantino. Poi tutti a lamentarsi della bambina col cappottino rosso. Ma io dico: e allora, qui? Non ci sono gli “effetti”? È come con Baarìa. Tutti a tirare merda su Baarìa. Vagonate di merda su Baarìa. Non ci piace perché è ricattatorio? E Tarantino allora? Non ci piace perché è finto? E Tarantino non lo è? Te l’ho detto. In Baarìa io li vedo tutti i difetti. Sono dieci. Undici. Te li potrei elencare. E però, poi, gli credo. E’ sincero. E’ di cuore. Saranno anche i miei ricordi. Quando ero bambino, mio papà che mi porta a vedere Nuovo cinema Paradiso, no? Questo padre. Perché mai dovrei cagarci, su questo padre? Io poi che comincio a comprare “Ciak”. E poi tutto il resto. Dovrei cagarci addosso? Non lo so. Dimmi tu. Dovrei cagarci sopra? Cioè, boh, dite che Baarìa non sta in piedi, che non è realistico. Perché? Tarantino, sì? E la tipa che gestisce un cinema. E i nazisti che vanno lì a vedere il film. E quegli altri che arrivano lì per ammazzarli. E tutto coi tempi perfetti. È realistico? Ma andiamo. Poi, senti, guarda. Io da un po’ di tempo mi son dato questa regola: se vado al cinema e sento che la cosa vuole essere intellettuale, io, basta, mi rompo i coglioni. Ma sì, le citazioni cinefile del cazzo. In quanti le capiscono? Gli accademici, e poi? Non so. Dimmi tu. Te lo dico io: gli accademici e basta. Si  spompinano fra loro. Ma chi va al cinema? Gli accademici? Gli accademici al cinema? Ho i miei dubbi. La verità è che al cinema ci vanno un po’ tutti. Questa è la verità. E allora? Io, per me, mi sono sfasciato i coglioni. Dimmelo subito. Non rompere il cazzo. Dì quel cazzo che devi dire. Ti pare che abbia voglia di star qui con la cassetta sanitaria a incerottarmi i coglioni mentre tu mi ci intagli trenta svastiche col taglierino? Cercare cosa, poi? Capire cosa? Che il cinema può cambiare la storia, gli eventi? Non lo so. Tutto qui? Tutta ‘sta smena, per scoprire che il cinema può cambiare la storia? A parte che ci sarebbe da discutere. Tipo: quale storia. Tipo: il passato, il presente o il futuro. Tipo… No? E poi, fosse originale. Chi l’ha già detto? Fellini? No? No, vabbè. Orson Welles? Ma sì. Uno dei due. Qualcuno. Comunque non l’ha certo inventato lui. E in ogni modo è un po’ pochino per un film di due ore e mezzo. Anche Baarìa è lungo, certo. Ma lì c’è tutta la storia di una famiglia, che poi è un popolo, che è l’Italia. Un po’ come in Bertolucci, no? No, non fare quella faccia. Bertolucci non si tocca, invece Tornatore lo si riempie di merda Perché sei accademica. Ecco perché. Poi, guada, anche la storia del doppiaggio. Posso dirti? Mi ha rotto i coglioni.  No, ascolta: me li ha devastati. Ma sì, cosa vuoi che cambi? Doppiaggio, non doppiaggio. E basta, cazzo! No, lasciami finire. Veramente: cosa vuoi che cambi? Se li sento parlare in tedesco invece che in italiano mi cambia il film? Mi piace di più? Mi dà qualcosa in più? Ecco, vedi perché non riesco a parlare con te? Perché hai i paraocchi. Per te Tarantino è Tarantino, e siccome è Tarantino farà sempre bei film, mentre Tornatore, che voglio dire è Tornatore, siccome è Tornatore, continuerà a far film di merda. Sì, sì. E anche tu, che dai sempre ragione a lei. È piaciuto un casino anche a te? Eh, figurati. Se è piaciuto a lei. Ma no, ma guarda, è che…  sai una cosa? Voi non lo capite il cinema. Avete i vostri schemini. Tutto lì. Come coi libri. Per non dire la musica. O la cosa è strana oppure vi fa cagare. Se non fate quelli strani, non siete contenti. Uscite con Mario? Per forza! Sì, ma posso dirti? Ormai io ho deciso che devo anche rilassarmi. Questo è il punto. Devo rilassarmi. Esco con Max, con Franz. Ci beviamo qualcosa. Guradiamo qualche figa. Ci parliamo anche. Ci rilassiamo, e magari ci scappa anche una mezza scopata. Perché no? Almeno non stiamo sempre a far discorsi. Sai che divertimento. Con chi è che vi trovate? Con Mario, eh? Che pacchia, cazzo. Che sballo. Come pompa, Mario. Ma non ve li rompete mai i coglioni? Scopate, almeno, ogni tanto? Mah. Boh. Io comunque ho deciso: appena sento puzza, giro al largo. Fuori dai coglioni. Niente intellettualismi. Cazzo al cazzo, figa alla figa. No, guarda, vivo meglio. Boh. Non lo so… In ogni modo. Voi adesso cosa fate? Hai una cartina da darmi che le ho lasciate in macchina? Grazie. Ci facciamo una birra?

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