noche en blanco (y ciudad en la lluvia)

17 novembre 2009

poi dritto al lavoro – otto orette (e mezza di cortesia): abbastanza sereno col grande Poldo, fatte salve in chiusura le lucciole agli occhi – ròssole verdorate. Ieri, tuttavia, quindici ore di sonno filate. Un tempo, ‘sti dritti?… all’ordine del giorno! Ci ho messo stomaco e parco neuroni in sette/otto anni. Fuori, città nella pioggia. Bruma influenzale. Coperta leggera, pail (pile) e sciarpetta. Città nella pioggia: le scritte si fan fitte dentro ai cessi! E al terminale, coricato vestito, meraviglia crepuscolare: restare al calduccio antiorario, mentre il mondo universo si vòmita fuori, magari in via Aspetti. Eh, la vecchiaia. Ron-ron. Altri tempi. Letto tanto, in compenso (nel senso – ehm – della lettura). Aggressivamente, fra le altre cose, e a tratti con furia Una tragedia negata (Il maestrale; Vibrisselibri) di Demetrio Paolin: superbo. Perso anche un po’ bussola. Seminato appunti, però, come Gretel (o Hansel?).

Intanto sfanghiamola, penso: settimana che viene andiamo a Milano a vedere una buona volta Edward Hopper. Croce sul cuore, e per buonanotte: ti bacio fotr anch’in amore mio. Con Gioia ultimamente parliamo spesso, e spesso scaldandoci, di terrorismo. Devo stare attento, perché la perdo. Non tanto come morosa. Non nel brevissimo termine. Perdo il non detto, le genesi, le retrovie degli abbrivi. Insomma il contatto. L’ultima volta abbiam litigato sul male. Basta con questa storia del male! Non propalare morale, quando parli con me (degli anni ‘70). Finisci per dire cose alle quali non credi (e poi dopo ci si ama coi nervi).

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2 Risposte to “noche en blanco (y ciudad en la lluvia)”

  1. Perché hai tolto l’altro post, Umberto?
    Sul terrorismo, dico; sul terrorismo e Saviano.
    Per Gioia?
    Perché?

  2. mbrt0 said

    Ciao Federica, si, è vero, mi scuso, ho tolto il post sul terrorismo e Saviano e te e Gioia perché ho pensato di doverlo completare prima: mi son fatto prendere dalla paranoia di non riuscirlo a completare – in effetti ne avevo postato solo l’introduzione per costringermi e avendo in mente una cosa a puntate – troppo lungo, il discorso, pensavo, per un post soltanto. Ma poi siccome non avevo scritto il resto e mi son reso conto che non avrei avuto, a breve, un pomeriggio libero intero per starci sopra, mi è sembrato di essermi fatto prendere da un eccesso di fretta e conseguente sciatteria (e tanto per cambiare son stato più sciatto così).
    ps: in effetti gioia mi fa il culo. Ma non per i disaccordi. Me fa se sono sciatto! Aiuto!

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