la lega sinistra

23 novembre 2009

In fondo me l’aspettavo. E poi è vero, in un certo senso, che con figlia a carico e partita IVA fa simpatia. Come dire? Bello saperlo!

Era un annetto, del resto, che andava provando il nuovo copione. Il talento, quello, c’è sempre stato. E certo: meglio così, che sotto padrone.  Non solo tocca sgobbare, ma anche sorbirsi il comando – cosa alla quale temo non sia troppo avvezzo.

E se intorno alla relazione di Casarini con il lavoro, in senso ampio (di daffàre), non metterei la mano sul fuoco, sarei più propenso a metterla invece su quella col fisco: bianca, come le tute di tanti anni fa.

Buona obiezione, compagno artigiano! – e così sia.

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7 Risposte to “la lega sinistra”

  1. Gioia said

    E adesso ci vuol proprio una bella forza d’animo a dire: compagni, autocritica…

  2. Ciao, Umberto! Bello il tuo Blog. Sabrina

  3. renerzogher said

    Attenzione però a “chi” scrive certi articoli…
    Sinceramente non darei molta fiducia alle valutazioni di uno che scrive per “il Giornale”… di questi tempi poi… è lo sputtanatoio a servizio del cavaliere… mi consenta…

  4. mbrt0 said

    Ciao Sabrina, grazie di esser passata. Bello saperti qui.
    Ciao renerzogher. Si hai perfettamente ragione. Il 23, in ogni modo, Luca Casarini era da Lerner (non l’ho visto perché lavoravo) o almeno così ho letto in rete, come esponente o portavoce o insomma simbolo del “movimento veneto delle partite IVA”. E, ti dico, secondo me l’idea sarebbe anche interessante!

  5. Gioia said

    Davvero ti sembra interessante? Mah. Probabilmente dipende dal fautore della cosa, cioè Casarini. Che anche con uno sforzo sovrumano fatico sempre a predere sul serio. Cioè, a me pare una grande pagliacciata, un po’ come tutte le cose da lui partorite. Molto comunicativo, per carità. Ma altro non fa che inanellare boutades una dietro l’altra. Ottenendo cosa? Per sè di essere un leaderino da strapazzo. Per gli altri? Cosa ha ottenuto con la sua comunicatività, Casarini, per gli altri? Visibilità? (e comunque sempre con lui alla testa del corteo, ci mancherebbe). Ha mai lavorato, Casarini, in vita sua? Oltre a impiegarsi come leader, Casarini, cos’è? Cosa diavolo ha fatto? E soprattutto, con quale coerenza? Quella del marketing di sicuro. Quella dell’immagine, pure. Quando non si sente parlar di lui per un po’, Luca Casarini appare con qualche novità. Il libro con Mondadori un paio d’anni fa, tenuto a battesimo da Cacciari (anche Cacciari…), la rottura tra lui e Caruso (Caruso… che fine ha fatto Caruso?). Ma non dimentichiamo i suoi successi mediatici: le tute bianche, il suo capolavoro. Per cosa poi? Per diventare il portavoce del movimento veneto delle partite IVA? Ha tentato anche di diventare imprenditore? Anche di altri? Di sè stesso, mi par lo sia sempre stato…

  6. renerzogher said

    Più che interessante, necessario (e giuro che non mi sta particolarmente simpatico, anzi!).
    Per lavorare intendo.
    Per questo non trovo giusto biasimare una persona che si fa la partita iva.
    Credo che tutti noi sappiamo i salti mortali da fare per riuscire a crearsi uno spazio nel mondo del lavoro, ancor più a nord.
    Sai per quel che riguarda “Luca Casarini da Lerner come esponente o portavoce o simbolo del “movimento veneto delle partite IVA”…. bah che dire…
    Opportunista se vuoi.
    Non credo comunque che si sia girato i pollici tutta la vita, a vedere il personaggio. Per saperlo bisognerebbe chiederglielo o fare ricerche biografiche…
    Questo sempre “sparare a zero” sugli altri in base all’antipatia mi sta un po’ qui… scusate.

    Grazie della risposta!
    R.Z.

  7. Gioia said

    Nesuno ce l’ha con le persone che aprono partite IVA. Ci mancherebbe. Io semplicemente non trovo credibile Casarini perchè mi sembra un po’ un istrione (per usare un eufemismo) e ogni sua trovata la vedo sempre finalizzata a se stesso e non agli altri come invece, per l’ideologia che vorrebbe sbandierare, dovrebbe essere. Anche in questo caso pensare di avere come portavoce Casarini, mi pare un tirarsi la zappa sui piedi. Casarini è un esaltato fasullo, cioè costruito, per cui non vedo come riesca a essere portavoce di qualcosa. Non è questione di antipatia o simpatia. Magari in compagnia Casarini è anche simpatico, il tipo che fa battute, racconta aneddoti (“quella volta che abbiamo fatto il servizio d’ordine del subcomandante Marcos” – che è anche vero, tra l’altro – “quella volta che a Genova abbiamo sfondato la zona rossa” – stavolta mettendosi d’accordo prima però, ma questo non lo racconta, la storia perderebbe pathos), ti tira su il morale, insomma, quello divertente. Ma fargli fare il portavoce di qualcosa, a me pare surreale. Come si fa a dar retta a Casarini? Apre bocca e non gli si crede. Si vede il suo percorso, si vedono le sue scelte (soprattutto le più recenti) e gli si crede? No. Non è mai credibile. Non lo si può prender sul serio. Un po’ come quando Pannella fa l’incappucciato o fa l’ennesimo sciopero della fame o candida Cicciolina. In quel caso si trattava di provocazioni. Appunto. Ma non lo prendevi sul serio. Con la differenza, però, che Pannella è intelligente, alcune cose sensate le ha anche dette (e fatte; a parte prendere tra le sue fila Capezzone). Casarini?

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