corrige

12 maggio 2010

Devo fare delle correzioni. Qualche post fa ho scritto cha la mia penultima vita si è conclusa nel 2007; in verità, entrata nella vecchiaia già fra il 2003 e il 2004 per passare fra il 2004 e il 2005 all’agonia, un’agonia cui è seguita, com’è naturale, l’estinzione che, com’è accaduto tutte le altre volte che sono trapassato – come quindi è accaduto fra la prima e la seconda vita, fra la seconda e la terza vita, fra la terza e la quarta vita (spero di non sbagliare nuovamente il conteggio: vado a memoria ed è quindi possibilissimo) – è defluita in un transito, ha cioè subito una sorta di trasporto entro quella che appare un’intercapedine temporale o, d’altro prospetto, una sorta di limbo esistenziale i cui contorni non sono ben definiti, ma ai quali è possibile fissare un  termine assolutamente certo, benché eccessivo – il termine imprecisabile del decesso vero e proprio ricorrerebbe in qualche perduto pomeriggio tardoestivo del 2006, in seguito a una ragguardovole agonia e un attrettanto prolungato transito – nel giorno del 7 marzo 2008, data in cui senz’ombra di dubbio la vita precedente, con la sua intercapedine detritico-sedimentativa, costituisce ormai un fossile totalmente mineralizzato. L’errore vero e proprio tuttavia non concerne tanto la fine, quanto il principio. Dall’anno 1998 esso va infatti decisamente retrodatato. A differenza di tutte le precedenti, la penultima vita è per altro quasi integralmente attestata dai demenziali diari che sono andato costantemente, direi disperatamente, redigendo fino appunto a tutto il dicembre del 2007, con una consistente  ancorché disomogenea propaggine nel 2008, qualche nuovo virulento accesso verso la fine del medesimo anno e, con minore veemenza, di quello successivo; mentre per quanto riguarda l’esordio l’anno in cui ho cominciato a tenere i diari è il 1997, a partire dalla fine del mese di gennaio. I diari, tuttavia, costituiscono un’emergenza tardiva delle istanze e delle necessità portanti l’universo della penultima vita; la cui compagine va aggregandosi anche con l’ultilizzo di materiali soprattutto relazionali preesistenti, non completamente cristallizzati nel passaggio sedimentario, o transito, del 1994-1995, quindi parzialmente rimetabolizzati e pienamente propulsivi almeno dal dicembre del 1995.

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