cavallette & vecchi arnesi

6 agosto 2010

Giorni fuori fuoco, di pioggia, poco sonno, lavoro e lavorìo. La scrittura è senza meta, ma non va male. Il più delle volte, il pomeriggio, quando devo andare al lavoro, o a mezzogiorno, quando devo staccare, o ancora la sera, se ho il giorno libero, mi fa stare male, perché staccare è un po’ tagliare, affettare, e poi rimodularmi è faticoso, mi fa venir voglia di bere qualcosa – un po’ di ammorbidente. Immagino significhi appunto che non va male. Quando si tratta di questo blog però sono disorientato. Non ho ancora capito come vada utilizzato. Né quanto tempo dedicarci. Né in che modo specializzarlo. Ho delle frasi, pensavo prima, sdraiato sul letto. O anche soltanto delle parole. Singole parole, che tornano in mente. Come i ragni, i millepiedi, le farfalle notturne, insomma gli animaletti che d’estate, nottetempo, entrano nella stanza. Restano qualche giorno. Poi muoiono, oppure chissà.

L’altro giorno, per esempio, bella, verdissima – una cavalletta. Avevamo già spento la luce. Ssss-tock!, ssss-ttotthok! Madonna!, e che cos’è?, dico. E’ la farfalla, dice Gioia. Non può essere la farfalla, dico. Massì, è lei… Ma non hai sentito che botta? Quale botta?, sussurra Gioia. Mezzo chilo di roba!, faccio. Ma dai, scemo. E’ la far… far… fallah. Ssssss-thh-ttthokkk! Cazzo!, faccio, l’hai sentito? Cooosa? Ma come, cosa?, un altro po’ rovescia la seggiola! Non può essere la farfalla. Uffaaaa!, dice.  Si alza, cammina, accende la luce, allarga le braccia: non c’è niente! In effetti, silenzio assoluto. E nel più assoluto silenzio, da sotto il tavolo, ecco la farfalla salire in avvitamento alla fonte. Contento? Posso spegnere? Due giorni dopo la cavalletta è sul tappeto, bella, verdissima, zampe all’aria.

Così – ssss-thotock! – certe parole, in questi giorni, tornano, battono, spariscono, e io sono al buio, cioè finisco per non ricordare i differenti motivi, le occasioni, i discorsi che le chiamano.

Potrei considerarle tags, pensavo.

Realizzarsi, per esempio. Questa parola, nell’ultima settimana – sottotag di un più ampio tag, che potrei chiamare, tipo, “modernariato”? – così rilevante, quand’ero piccolo. Credo di averla sentita alle medie, le prime volte, dalla professoressa di Italiano. Molto probabilmente in terza media. Per via degli esami, credo. E del fatto che i professori erano chiamati a fornire ai nostri genitori indicazioni attitudinali, per farci proseguire gli studi in scuole almeno approssimativamente compatibili. Mio padre, anche, diceva spesso la parola “realizzarsi”. Molto meno mia mamma. Non che per lei non fosse importante. Mia mamma, per lei, importante, credo, era essere a posto, essere delle persone per bene, oneste, pulite, che si comportavano bene. Sembrava avere un’idea precisa, in testa. Mio papà, che era una persona per bene, onesta, a posto, sapeva di più, ma peggio.

Realizzarsi, diceva. Lo diceva sempre. Credo di ricordarlo. Di non sbagliarmi. Era realizzato, mio papà? Faceva il prof di lettere in un istituto tecnico. Mia mamma, invece, insegnava disegno alle scuole medie.

Ho l’impressione che mia madre abbia iniziato a porsi il problema della sua realizzazione personale poco tempo prima che mio papà morisse, quando io avevo diciotto anni, e che avesse una enorme confusione in testa, perché da lui desiderava avanzamenti di carriera, e gli rimproverava la pigrizia, la mancanza di iniziativa, e di nascondersi dietro a comode formule politiche di sinistra, mentre lei, mia mamma, iniziava non soltanto a rivendicare maggior considerazione intellettuale, ma anche a scrivere piccoli racconti e poesie che lasciavano spesso mio padre interdetto, meravigliato. Oggi, pensavo, posto un suo racconto, che mi piace, ha vinto un premio, e dice bene di lei. Poi, però, no, pensavo. Magari domani.

Ssss-thokkk! È tanto tempo che non sento più usare questa parola. Quand’è uscita di scena? È uscita socialmente di scena? O è uscita di scena dalla mia vita, per il semplice fatto che sono un uomo di mezza età?

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: