Che problemi avevo?, perché mi sentivo così?, perché la telefonata alla Fata, invece che esaltarmi, mi abbatteva?

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In compagnia del bel libro di Aldo Nove, La vita oscena (Einaudi 2011), questa mattina, leggendo di quando il protagonista si reca da due prostitute grasse e anziane che stanno cucinando il sugo di pomodoro, mi viene d’un tratto in mente, benché a dire il vero non c’entri molto, di quella volta che ho visto l’eterno inguaribile schifo del suo lavoro sul viso della prostituta italiana del bar in fondo a via Beato Pellegrino dove la notte, di ritorno dal cinema in cui allora – quattro o cinque anni fa – ero in prova, andavo a comprare il vino.

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gandhi

15 marzo 2011

Per il nostro terzo anniversario, che cade il sette marzo, Gioia e io decidiamo di cenare da Gandhi.

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Black Swan di Darren Aronofsky con Natalie Portman, Mila Kunis, Vincent Cassel, Barbara Hershey, Winona Ryder

In occasione dell’uscita nelle sale italiane di Black Swan, provo a riprendere le fila di un discorso iniziato qualche mese fa (qui). All’indomani della Mostra del Cinema di Venezia, mi ero trovata a riflettere su quello che avevo individuato come comun denominatore a un gruppo di film piuttosto diversi tra loro e che in Road to Nowhere di Monte Hellman raggiungeva il suo acme: l’immaginario che prende vita dal cadavere del reale.

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riprendo

2 marzo 2011



La primavera si lascia timidamente intuire.

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