parigi, venerdì

30 giugno 2011

Mentre Gioia è sotto la doccia – che ieri sera con le due bottiglie di rosso che avevamo in corpo né lei né io siamo riusciti a fare – mi affaccio al balcone per scoprire, lungo un tratto di grondaia che corre orizzontalmente una quindicina di centimetri sotto il davanzale, una mareggiata di mozziconi che mi era finora sfuggita. Ciò attesta ulteriormente il sospetto che Parigi costituisca per chi abbia intenzione di smettere di fumare l’incubo che il Triveneto, e in particolare una città come Padova, può rivelarsi per chi, dedito ad abuso di alcolici, mediti di darci un taglio.

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parigi, giovedì

18 giugno 2011

Sei ancora incazzata, eh? Hai deciso dove vuoi andare?, risponde Gioia. È ancora incazzata. Per via dei sigari di ieri sera. Il fatto è che sono un bugiardo. E un debole. E un vigliacco. Dopo il primo onirico mese sono crollato come un castelluzzo di carte e non ho avuto lontanamente il coraggio di confessare.

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