fantannuncio a fantamadonna 08

26 dicembre 2012

Tutrice.

Sei contenta? Annuisce: lo è. O cerca di darlo a vedere. Benché non sappia esattamente di cosa. Né se desideri realmente, con tutta sé stessa, un cambiamento che, come primo passo, contempla questo trasferimento. È lecito che io desideri?, ha chiesto alla tutrice, una sera gonfia di temporale, ma già pienamente primaverile, della settimana passata; è lecito che io voglia – di chiunque, o di qualsiasi cosa si tratti?, ha domandato, ricavandone una carezza e quello che sembrava, pur dolce, un monito: sii serena bambina, sii lieta. E’ dunque lieta? Annuisce: lo è. Benché la pelle, dietro le braccia, si punti di spine e, dopo la cena, in un sussulto di preoccupazione, avendo alluso a qualcosa che nel cuore recalcitra e spinge lontano da ciò verso cui invece dovrebbe muovere, la vecchia si affretti a posarle il palmo giallastro sulle labbra per condurla in segreto ai torreggianti bracieri davanti al Gran Telo – che non ti scoprano, Miriam, per carità, vieni via prima dei canti! – la fronte schiacciata sul lastrico e i timpani ancora ovattati dai concitati sussurri nel mormorio della pioggia: anch’io ti ho sognata durante quest’anno come quando nascesti ti sognò il Sacerdote, da madre e da padre sterili, e ogni notte, in cascate di luce, di sogno in sogno più scintillanti! Ma non le ha detto altro. Nient’altro. E nessun angelo quella notte si è mostrato, nessuna voce si è levata da dietro il Gran Telo. Soltanto lo sperso fruscio, il vagare del tuono, l’intimo scricchiolio dei denti, serrati per il terrore: affinché non muoiano per la loro immondezza, contaminando la mia dimora in mezzo a loro. Poi il freddo si fa intollerabile, l’incenso agonizza negli alti vassoi e l’enormità a cui la tutrice l’ha esposta le appare d’un tratto in una desolata luce d’agguato: davvero pensava si manifestasse?, per cosa?, dirmi chi sono?, a che servo? – se ti scoprono qui, Miriam, in questo stato, è la fine! Così l’invocazione: proprio io?, proprio io, Signore mio Dio?, tanto chiara e compresa nel buio di mille altre notti, stinge al primo bagliore: a qual fine?

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